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5
SET
2017

Vaccini arrivata la multa da 7.500 euro, convertito in legge il decreto vaccini! Ecco i tratti salienti

Vaccini arrivata la multa da 7.500 euro, convertito in legge il decreto vaccini! Ecco i tratti salienti
 
È cosa nota che il Governo ha deciso di andare giù pesante con chi sconsiglia, allontana o per lo meno degrada, il valore medico scientifico della prevenzione, operata nei confronti dei minori con i vaccini così detti preventivi, cioè quelli volti a prevenire una infezione o una malattia, differenti dal vaccino terapeutico volto a controllare l’evoluzione dell’infezione o della malattia.

Lodevole sforzo quello del Ministro della Salute che tramite il decreto legge n. 73 del torrido luglio 2017, convertito in legge il 5 Agosto, ha cercato di fare chiarezza su una materia delicata che impone da una parte un obbligo dello Stato di agire per prevenire malattie ed infezioni, e dall’altro la necessità di una sensibilizzazione sociale, oggi direi anche “spinta”, ai genitori di quei ragazzi da zero a sedici anni, che dovranno provvedere a vaccinare i propri figli.

E si, perché di questo si parla, infatti il decreto dopo aver individuato in modo assolutamente limpido quali siano i casi di “obbligatorietà” della vaccinazione, e quali siano le patologie da combattere, ben 12, tra cui rosolia, parotite, varicella, oltre alle temutissime epatite B ed Haemofilus ed altre, il che ci pone ai vestitici in Europa nel campo della prevenzione medica, impone attività di vaccinazione che sono assolutamente obbligatorie poiché possono essere omesse o differite solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta (art. 1 co. 3 del decreto).

E bene proprio su tale punto il decreto questa volta va giù pesante infatti è prevista una sanzione pecuniarie da euro 500 fino al 7.500 in caso di mancata osservazione dell’obbligo vaccinale per i genitori esercenti la potesta genitoriale. Tale sanzione però può essere evitata se i genitori, dopo una specifica contestazione da parte della ASL di competenza provvedano a “ravvedersi” e quindi a far vaccinare i figli nella scadenza indicata dalla ASL.

Questa seconda chance non può che essere vista con onore da parte di chi vede nell’azione politica un obbligo di tutelare ma anche di sollecitare, prima che di sanzionare, quei comportamenti ritenuti potenzialmente pericolosi.

La “spinta” governativa arriva fino al punto di prevedere la denuncia alla Procura della Repubblica del Tribunale dei minori nel caso in cui il genitore “sbadato” non ottemperi all’invito della ASL, salvo sempre interventi d’urgenza.

Una prima domanda appare doverosa, è giusto multare chi non si adopera per far fare il vaccino al minore? Apparentemente la risposta potrebbe sembrare negativa, ma questa volta le cose sono state fatte per bene, e quindi la risposta non può che essere affermativa, infatti il decreto 73 prevede che i fondi raccolti con le somme derivanti dalle sanzioni vadano a finire in un apposito capitolato di spesa ministeriale volto alla informazione e divulgazione istituzionale in tema di vaccini. L’informazione infatti deve essere la prima tappa in un cammino di alfabetizzazione sanitaria, perché di questo si parla.

Un controllo indiretto infine è previsto ad opera dei dirigenti scolastici che devono richiedere ai genitori, o esercenti la potestà genitoriale la prova delle avvenute vaccinazioni, o una dichiarazione in tal senso. Detta previsione appare coerente con i principi in tema di diritto alla salute della Costituzione, art. 32, che “tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività”, non esiste infatti salute collettiva se non quella della somma dei singoli.

Un buon inizio insomma
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                                                                                                                                                                   AIAAPS
                                                                                                                                                                    Il Presidente
                                                                                                                                                                    Avv. Aldo Lucarelli